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martedì, 15 luglio 2008
 

il bacio

Alla festa Milla pensa che sarebbe meglio baciare Giaco, piuttosto che Luca. A Luca, pensa Milla, ci tengo troppo.

E allora bacia Giaco, che poi, pensa Milla, mi é sempre piaciuto, anche se ci tengo di piu a Luca. Ma ci tengo troppo a Luca, pensa, meglio non sprecare questo tenerci tanto con un bacio. Che se poi diventa più di un bacio, quel tanto che ci tengo a Luca dove va a finire? Poi magari a Luca, ecco, non ci tengo più e allora, pensa Milla, a chi ci terrò? Per questo bacio Giaco. Che però, ci tiene alla correttezza Milla, a Giaco glielo ho detto che al liceo ho baciato suo cugino. Non vorrei venissero fuori malintesi. Anche se il liceo l'ho finito 10 anni fa. Ma ecco, mi sembra giusto dirgielo. Allora prima di baciarlo glielo dico.

Ma mentre lo bacia, pensa Milla, che Giaco ha un fratello gemello. Che sarebbe veramente fico se magari una volta potesse baciare anche il gemello. Tanto non é che ci tengo, pensa. Lo bacio e basta. Cioé, se poi il bacio diventa qualcosa di più, meglio, ma non perdo niente, pensa Milla. E allora chiude gli occhi e mentre bacia Giaco pensa che potrebbe non essere Giaco, ma suo fratello o magari Luca, ma Luca, pensa, meglio di no.

Che festa, pensa Milla. Mi sono prioprio divertita. Ora, pensa, mi faccio accompagnare. Domani chiamo Luca, gli dico che mi dispiace non averlo salutato. Che poi nemmeno Giaco é male, un po' ci tengo anche a lui. Ma a Luca di più.



mercoledì, 23 aprile 2008
 

Manifesto del Nichilismo - Asya Kazanci*

Articolo uno. Se non riesci a trovare una ragione per amare la vita che fai, non fingere di amarla.

Articolo due. La stragrande maggioranza delle persone non pensa, e quelli che pensano non diventeranno mai una stragrande maggioranza. Decidi da che parte stare

...

Articolo quattro. Se non ti piacciono le risposte allora non fare domande.

...

* Asya Kazanci é una delle donne (la piu giovane) della famiglia Kazanci, raccontata in "La bastarda turca"

postato da sd | 11:34 | commenti
citazioni
 

La Bastarda di Istanbul_Elif Shafak - Rizzoli

La bastarda di Istanbul

La trama: Istanbul non è una città, è una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore, religione. Lo scopre Armanoush, giovane americana in cerca nelle proprie radici armene in Turchia. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive, come Asya, diciannove anni, una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre. Quando Asya e Armanoush si conoscono, il loro è l'incontro di due mondi che la storia ha visto scontrarsi con esiti terribili: la ragazza turca e la ragazza armena diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega il passato delle loro famiglie e fanno i conti con la storia comune dei loro popoli.

La cittá di Istanbul vive in questo romanzo attraverso le contraddizioni di una famiglia di sole donne, da quella con il velo a quella con piercing al naso e la monigonna; la cittá vive attraverso il caos, il traffico, i rumori di macchine, clacson e le urla di ambulanti che provengono dall'esterno; la cittá vive attraverso il cibo, gli odori, il te; la cittá vive però anche attraverso il nichilismo, i conflitti tra generazioni, tra etnie, vive nella storia degli armeni sopravvissuti che sono esiliati e quelli che sono rimasti. La cittá vive in un groviglio di strade, odori, gente, esperienze di vita, silenzi, e vive in un groviglio di coincidenze che fanno incontrare una giovane armena americana ed una giovane turca di Istanbul. E una grande famiglia di sole donne. E una grande famiglia armena di San Francisco. E una donna del kentucky trapianata in Arizona. E una chat di armeni rabbiosi contro i turchi...

Autrice: Nata nel 1971  a Strasburgo, vive tra Istanbul e Tucson dove insegna all'universitá. E stata processata in Turchia per offesa all'idendtitá del paese a causa di alcune frasi che alcuni personaggi armeni pronunciano nel romanzo. È stata assolta nel 2006.

 

postato da sd | 11:24 | commenti
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giovedì, 17 aprile 2008
 

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postato da sd | 17:26 | commenti
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domenica, 13 aprile 2008
 

Chi semina desiderio

"Gli uomini che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero invece  attenersi ai propri bisogni"

"Chi semina desiderio raccoglie oppressione"

(M.Barbery - L'eleganza del riccio)

postato da sd | 14:22 | commenti (1)
citazioni
 

L'eleganza del ricchio - M. Barbery_edizioni e/o

L' eleganza del riccioÈ stato, per certi versi, il libro dell'anno. In testa alle classifiche, pluripremiato, di questo romanzo si é parlato e scritto tantissimo. Racconta la storia di una portinaia che dietro la maschera stereotipata dell'immaginario colettivo del modo di essere della Portinaia, si nasconde in realtá una donna colta, che si rifugia nella guardiola, lontana da occhi indiscreti, a leggere. Legge di filosofia, arte, narrativa. Gli inquilini del lussuoso palazzo la trattano da portinaia ed a lei sta bene cosi, anzi alimenta in un certo senso un disperzzo classista nei suoi confronti.

Nello stesso palazzo vive una ragazzina, Paloma, che ha deciso di suicidarsi e di bruciare la casa. Prima, tuttavia, vuole registrare pensieri e movimenti profondi nel suo diario.

Un nuovo inquilino, monsieur Ozu, un ricco giapponese raffinato e colto, aiuterá entrambe le donne a smascherarsi.

L'idea di partenza di questo romanzo é certamente interessante e risveglia nel lettore curiositá fin dall'inizio. Narrativamente la storia procede con due io narranti: la portinaia ed i diari di Paloma. A volte lo stesso episodio é narrato da entrambe ed il linguiaggio ed i punti di vista si alternano, pur portando entrambi alla stessa unica possibile soluzione: la vita vale la pena di essere vissuta perché in essa possiamo entrare in contatto con l'eternitá della bellezza, intesa come valore estetsico assoluto.

"D'ora in poi andrò alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo!"

Eppure  la lettura non sempre scivola via veloce. A volte le citazione sembrano forzate, come elenchi narcisistici di conoscenza. Anche il linguaggio troppo sofisticato di Paloma ed erudito nel caso della portinaia sembrano inadatti al punto da renderle entrambe a volte snob ed antipatiche. Anche certi paragoni per affermare la supremazia della cultura paiono non sinceri, in quanto inseriti nella narrazione ad incastro a danno della fluiditá e della naturalezza.

"L' eleganza del riccio" é, tuttavia,  un libro che consiglio, perché l'espediente narrativo é curioso, perché la narrazione si concede anche alcuni colpi di scena, perché taluni personaggi sono ben costruiti e perché alla fine il messaggio di questo libro é un messaggio importante e non banale. L'autrice, attraverso i suoi personaggi, ci dice di lasciar perdere i nervosi tentativi che facciamo per soddisfare desideri, che non sono altro che maschere, schemi, per recitare ruoli fasulli . La Barbery ci suggersice invece di cercare la purezza, la bellezza; ci invita ad  ascoltare i nostri bisogni, ad ascoltare e guardare davvero, in profonditá, gli altri ed il mondo intorno a noi.

postato da sd | 14:18 | commenti
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